L’apprendimento personalizzato è un approccio educativo che prevede la diversificazione dei percorsi di insegnamento tenendo conto delle esigenze del singolo studente, al fine di assicurare il raggiungimento delle competenze fondamentali richieste dal programma del loro corso di studi. Il presupposto è che l’apprendimento possa avere ritmi e modalità differenti ma, attraverso opportune strategie didattiche è possibile assicurare a tutti gli studenti il raggiungimento delle competenze fondamentali richieste – indipendentemente dalle capacità possedute.

Approfondendo gli spunti offerti da questo modulo, ho letto che l’apprendimento personalizzato segue diversi modelli (delineare i profili degli studenti per comprendere punti di forza e di debolezza; programmi personalizzati in base a obiettivi, progressi e motivazioni; progressione basata sulle competenze; ambienti di apprendimento flessibili) dei quali si sono testati limiti e potenzialità.

L’elemento che trovo più interessante riguarda il fatto che il personalized learning possa aiutare a ridurre lo stigma dell’educazione speciale gestendo al meglio le esigenze di studenti che attivano differenti modalità di pensiero, come gli studenti con disturbi specifici di apprendimento (DSA) – per i quali i ritmi e le tempistiche giocano un ruolo centrale.
Se i percorsi di apprendimento speciali si focalizzano spesso sui deficit, la creazione di percorsi didattici “su misura” vuole soddisfare i bisogni dello studente valorizzandone i punti di forza e concentrandosi sui suoi interessi.
Mi chiedo se i piani di apprendimento personalizzati potrebbero essere sperimentati anche con studenti che devono sostenere esami integrativi – e dunque hanno già maturato dei crediti in relazione a un insegnamento; anche in questo caso, infatti, sarebbe utile che lo studente e il docente lavorassero in sinergia per fissare obiettivi a breve e a lungo termine.

Alcuni dei limiti di questo approccio educativo vengono evidenziati nel blog post in cui lo storico dell’educazione Larry Cuban descrive la sua esperienza all’interno di un gruppo di discussione sull’apprendimento personalizzato, sottolineando – a partire da una riflessione più ampia sull’adozione di approcci personalizzati all’apprendimento in alcune scuole degli Stati Uniti – la mancanza di definizione univoca del concetto che renda conto delle sue sfaccettature. Come segnalato anche nell’articolo di Alfie Kohn (Poetics Today 2015), un ulteriore limite riguarda la gestione concreta della didattica a fronte del fatto verrebbe data allo studente la possibilità di acquisire contenuti e competenze indipendentemente dal tempo che impiega per raggiungerli.

Le riflessioni di questi studiosi (articoli e video proposti nel modulo) fanno riferimento soprattutto alla scuola dell’obbligo e potrebbero essere ampliate ponendo maggiore attenzione all’insegnamento universitario. Tra gli elementi chiave: l’importanza della formazione dei docenti per rendere questo approccio accessibile ed efficace e il rapporto con la tecnologia. In relazione a quest’ultimo punto ho esplorato la piattaforma Khan Academy, trovando pochi contenuti relativi alle mie materie. Mi sembra che per diverse discipline vengano offerte solo nozioni di base, ma sicuramente Khan Academy può offrire ai docenti idee e spunti sulla progettazione dei corsi.