Devo confessare che non ho capito perfettamente la differenza tra i tipi di valutazione. O meglio, è chiaro che la valutazione diagnostica aiuta gli studenti ad identificare eventuali carenze iniziali che possono rendere meno proficuo e più faticoso (e quindi di minor soddisfazione) lo studio. In questo contesto, potrei preparare un test iniziale che mi servirebbe per suggerire risorse con contenuti mirati.

Trovo tuttavia che questo sia un eccessivo portare per mano gli studenti. Credo infatti che faccia parte della crescita di ognuno il rendersi conto del motivo per il quale non si riesce ad afferrare un concetto ed il comportarsi di conseguenza. Se ad esempio in un corso uso la parola “matrice” e uno studente non sa cosa sia, non dovrebbe essere necessario che sia io a suggerirgli di interrompere lo studio per riguardare le matrici nei corsi precedenti.

Attività di valutazione formativa potrebbero invece essere molto utili se congegnate in modo da indurre a consolidare gli argomenti precedenti prima di proseguire. Sempre con la certezza che ogni nuova nozione è di semplice comprensione se le precedenti sono ben acquisite e consolidate.