Mi chiamo Enrico Perano, sono Ingegnere Elettronico, mi laureai al Politecnico di Torino nel 1984. Rinunciai, dopo qualche tempo, a lavorare nell’industria, in particolare in Fiat Engineering dove mi era stata prospettata una carriera dirigenziale strepitosa, per  dedicarmi alla mia più grande vocazione: l’insegnamento. Iniziai in un Istituto tecnico ad Asti, la città in cui ancora vivo attualmente, fino alla fine degli anni ’80 per proseguire poi all’ITIS di Parma dove lavorai anche alla Facoltà di Fisica come collaboratore esterno facendo ricerca sulle reti neurali artificiali e svolgendo attività didattica di Matematica applicata, in particolare algebra lineare con laboratorio di Matlab indirizzato alla reti neurali e teoria dei segnali.

Parallelamente , già da qualche anno, avevo collaborato con un collega di Asti nella realizzazione di una collana di libri di Sistemi Automatici  per gli Istituti tecnici edita dalla Paravia di Torino e a Parma venni contattato dalla casa editrice Tecnos per la quale iniziai a scrivere libri di Elettrotecnica,  teoria e risoluzione di temi d’esame per le facoltà di Ingegneria di tutta Italia. Ma il lavoro che mi ha più entusiasmato fu un testo di Elettronica sulla teoria dei circuiti contenente argomenti, in particolare teoremi, tratti solamente da articoli di ricercatori del settore, alcuni dei quali erano stati pubblicati appena qualche anno  prima, e non sono ancora menzionati ora sui libri internazionali. Il testo conteneva anche un programma numerico funzionante  sulle calcolatrici tascabili con il quale si poteva ottenere la funzione di trasferimento di un qualunque circuito a componenti attivi e passivi. Quando il responsabile Europeo della IEEE transaction, che allora insegnava Elettronica alla facoltà di Ingegneria dell’Università di Bologna, venne a conoscenza del testo, mi propose di sostituirlo una settimana nel suo corso  per spiegare agli allievi i metodi che avevo riportato sul mio libro. Dopo qualche anno tornai ad insegnare ad Asti e iniziai a dedicarmi alla mia seconda grande passione, il pattinaggio, oltre a pubblicare ancora altri libri per la Tecnos su argomenti riguardanti altri corsi della facoltà di Ingegneria, quali Analisi Matematica e Fisica.

Ho sempre cercato di dimostrare nelle mie lezioni e conferenze che la Matematica è fantasia, creatività, e può stimolare l’estro e il genio che c’è in ognuno di noi anche in settori o campi ai quali è apparentemente estranea. Sono infatti convinto che la Matematica fornisca un metodo di approccio alla risoluzione di un problema di qualunque genere, permettendo di arrivare alla soluzione più velocemente di chi non ha potuto o voluto studiarla in modo sufficientemente approfondito.

Grazie alla Matematica, una ventina di anni fa creai una nuova disciplina sportiva nell’ambito del pattinaggio: lo style slalom che ora viene praticata in tutto il mondo. Infatti applicando concetti di matematica elementari di scuola media superiore, quali simmetrie o il principio di dualità, creai, dalle poche figure che si conoscevano quando io inizia a praticare questo sport, centinaia di coreografie che ben presto furono apprese dagli atleti del settore di tutto il mondo. In pratica, assegnando a una figura già nota  un grafico che ne riassuma le proprietà e combinando tra loro tali grafici è possibile ottenere schemi più complessi da cui dedurre le nuove figure corrispondenti. Per una decina d’anni circa fui un responsabile dei corsi per allenatore di I,II e III livello alla sede Olimpionica del CONI di Tirrenia facendo parte della Commissione d’esame. Ho anche tenuto una conferenza sull’argomento  al Convegno Internazionale “Matematica e Cultura” a Venezia lo scorso anno e uscirà un articolo pubblicato da Springer sulla mia teoria.

La mia ultima pubblicazione è di Matematica  e spiega come, partendo dal teorema di Rolle e dai suoi corollari è possibile rappresentare il grafico qualitativo di una funzione razionale conoscendo solamente gli zeri del numeratore e denominatore ed evitando il calcolo della derivata. Dimostro infatti che è possibile prevedere una formula per la derivata prima (e successive) dalla quale ottenere le informazioni relative al numero esatto di punti a tangente orizzontale. Un articolo su questo metodo è stato pubblicato sul sito Wolfram da due ricercatori informatici che hanno sviluppato un programma numerico basato su questa formula.

Attualmente sono un dottorando del Dipartimento di Elettronica del Politecnico di Torino e ritengo questo corso molto interessante, particolarmente indicato  per accrescere  la mia formazione professionale.