Mi chiamo Marina e sono un chimico analitico. Dopo la laurea, il dottorato e un periodo discretamente lungo di precariato, nel 2010 sono diventata un ricercatore a tempo indeterminato. Ho iniziato subito a insegnare: sul “cosa” c’erano pochi dubbi, sul “come”, invece, mi sono basata sulle modalità che conoscevo, prendendo le cose positive di tanti docenti che avevo incontrato. Un po’ di insicurezza c’era, ma anche buon senso nel “leggere i visi” di chi ti sta di fronte, per cercare di suscitare quella scintilla visibile negli occhi dello studente che ti fa pensare: sì, ha capito!

Con il tempo ho imparato molte cose da sola sul “come”, ma è stato soltanto pochissimi anni fa che l’Università di Genova ha iniziato a organizzare una serie di incontri e workshop per formare i docenti interessati su molteplici aspetti dell’attività didattica. Da allora mi sono molto messa in discussione, ho imparato tantissime cose, ho sperimentato modalità innovative e coinvolgenti come il Problem-based learning e il Team-based learning, cercando sempre la scintilla di comprensione negli occhi dei miei studenti.

Credo che questo iniziato sia un viaggio (lungo una vita) avventuroso e bellissimo, in cui EduHack sarà un’altra tappa fondamentale.