Ecco la mia esperienza con H5P. Ho guardato gli esempi e inizialmente ero un po’ scoraggiato: ma questi sono giochetti per le elementari! Come possiamo ridurre l’apprendimento a livello di quiz?

Poi mi sono detto: ma che presuntuoso che sei!

Ed ho cercato di capire se qualcosa di questo strumento possa essere utilizzato proficuamente. Ed in effetti ho trovato più di qualcosa. Partiamo dal presupposto che le nostre videolezioni (le mie di sicuro!) sono noiose e quindi il povero studente tende a distrarsi. Come si fa in una lezione in presenza a tenere alta l’attenzione? Si coinvolgono gli studenti! Ebbene, ho utilizzato H5P per coinvolgere gli studenti introducendo domande che anticipano quanto verrà detto nei successivi minuti. Questo dovrebbe indurre lo studente spettatore a ragionare sui contenuti. Poi, guardando il seguito, avrà la possibilità di confrontare il ragionamento che ha fatto con quanto viene spiegato. Ho messo 5 o 6 domande utilizzato diversi strumenti solo per capire come funzionano ma lo scopo è sempre quello.

https://ecampus.h5p.com/content/1290923379059516417

Un altro modo proficuo per utilizzare HP5 potrebbe essere un test iniziale per valutare se lo studente ha le conoscenze per comprendere la lezione che si accinge a guardare. Ad un esito positivo si dovrebbe incoraggiare lo studente a proseguire, mentre ad un esito negativo si dovrebbe suggerire di non guardare la lezione ma rivedere certi argomenti.

Tutto OK, quindi? Non proprio tutto: come al solito noi ingegneri (ma anche i matematici ed i fisici) hanno il problema delle formule. Con H5P non solo non si possono inserire formule, ma neanche apici, pedici, operatori, lettere greche, ecc. Questo ne limita molto l’utilizzo. Un altro difetto: non si riesce ad inserire il contenuto in modo preciso ma solo con l’approssimazione di un secondo e quindi talvolta il video deve essere interrotto a metà parola (in un secondo si dicono molte parole). Ah un’ultima cosa: non ci ho messo un’ora! E la videolezione era già fatta.