L’Università deve essere in grado di fornire agli studenti gli strumenti critici e riflessivi indispensabili a orientare autonomamente il loro apprendimento con lo scopo di formare dei laureati in grado di imparare lungo tutto il corso della propria vita e in quest’ottica il feedback riveste un’importanza fondamentale. Il contenuto relativo a questa attività è stato quindi da me molto apprezzato. Tra l’altro ho già avuto l’opportunità di utilizzare il feedback sia  in qualità di docente di materie scientifiche presso le scuole superiori, sia come studente presso il Politecnico di Torino durante il corso di “Propagazione di onde elettromagnetiche” che frequentai al mio ultimo anno di Facoltà. Infatti, poiché il numero di iscritti a quel corso, essendo specialistico, era molto ridotto (meno di una decina), il Professore decise di assegnare a ogni allievo un argomento del programma da studiare e spiegarlo poi successivamente al resto della classe  in sua presenza. Fu un’esperienza per me utilissima in quanto mi resi conto, già da allora, che, per la reale comprensione  di un concetto, in particolare scientifico, non basta uno studio approfondito, è anche di fondamentale importanza spiegarlo ad altri colleghi, in quanto è proprio durante questa fase che possono nascere ed essere chiariti ulteriori dubbi, derivanti anche da eventuali osservazioni.

Ora, essendo un dottorando del Politecnico,  stavo valutando la possibilità di applicare il feedback anche in ambito universitario, ad esempio durante le esercitazioni, tramite questionari a risposta multipla sugli argomenti trattati a lezione, ma non avevo ancora individuato la giusta modalità con cui organizzarlo, per cui mi è stato molto utile riflettere più attentamente sull’argomento, leggendolo tra quelli proposti nell’Area 3. Nello specifico, ho ampliato le mie conoscenze sugli eventuali vantaggi del peer feedback attraverso il quale gli studenti hanno l’opportunità, rivedendo il lavoro dei compagni svolto sul compito che è stato loro assegnato, di ascoltare, parlare, confrontarsi, scrivere e leggere, riflettendo così maggiormente sul contenuto. Non solo, e posso dirlo a seguito della mia esperienza personale, il peer feedback permette agli allievi di svolgere un ruolo attivo e responsabile nel processo valutativo aiutandosi ad automonitorarsi. Infatti, se il lavoro viene fatto in gruppi di due o tre elementi, rendere a turno ciascun studente l’esaminatore del lavoro degli altri che verifica la correttezza delle loro risposte, permette di valorizzare non solo il proprio lavoro, rivederlo e in definitiva rendersi conto dell’effettivo apprendimento, ma anche di aiutare gli studenti che si trovano in difficoltà.

Infine, a completamento del peer feedback, ritengo debba seguire il feedback con l’insegnante, prima rivolto a ciascun gruppo e poi all’intera classe di studenti.

Nel caso di un corso di teoria dei circuiti, come quello che ho seguito quest’anno in qualità di assistente agli allievi durante le esercitazioni, poiché il carico cognitivo estraneo degli argomenti da apprendere è costituito da concetti di Matematica, già studiati in corsi precedenti, ma dei quali non sono note le applicazioni e inoltre gli studenti provengono da indirizzi di facoltà diversi, potrebbe essere utile effettuare una attività di feedback proprio su questi argomenti di Matematica durante la prima parte del corso.

L’attività potrebbe basarsi su due argomenti chiave, come ad esempio Numeri complessi ed Equazioni Differenziali.

In una prima fase l’Insegnante, dopo aver richiamato i concetti nella forma presentata ai corsi di Matematica, mostra le loro applicazioni in Teoria dei Circuiti che riassumo brevemente nel seguito:

  • Utilizzo dei numeri complessi per calcolare la sinusoide risultante dalla combinazione lineare di più sinusoidi isofrequenziali e loro derivate.
  • Modello matematico di un sistema fisico tramite un’equazione differenziale lineare a coefficienti costanti e significato del suo integrale generale.
  • Calcolo dell’integrale particolare di un’equazione differenziale inomogenea facendo uso dei numeri complessi.

Quindi consegna agli allievi, in gruppi di due o tre al massimo, un foglio sul quale scrive le istruzioni per svolgere un lavoro in peer feedback approfondendo i seguenti punti:

Seduta di Peer – feedback

Numeri complessi e modelli integro-differenziali di sistemi fisici

  •  In cosa consiste il feedback nelle sue possibili versioni
  • Quale e come usarlo durante la lezione in corso

Si assegna poi un  questionario a risposte multiple con il compito di  discutere prima l’argomento riguardante il quesito e poi scegliere la risposta giusta motivando tale scelta e commentando anche  quelle errate.