Ho ritenuto molto utile la terza attività della quarta area in quanto mi ha stimolato ad approfondire il concetto di “approccio personalizzato alla conoscenza” ovvero “apprendimento personalizzato”, del quale  non conoscevo molti dettagli e soprattutto i risvolti che può comportare.

Per quanto riguarda i suoi limiti e svantaggi ho apprezzato le raccomandazioni di Alfie Kohn, in particolare quella in cui distingue tra apprendimento “personalizzato” e “personale” evidenziando l’importanza e il significato  di quest’ultimo.

L’apprendimento personalizzato si basa sulle  strategie didattiche che mirano ad assicurare a tutti gli studenti il raggiungimento delle competenze fondamentali richieste dal programma del loro corso di studi, attraverso una diversificazione dei percorsi di insegnamento, basata sulle esigenze di ciascun allievo. In pratica l’obiettivo  è quello di far raggiungere a tutti i discenti adeguati livelli di apprendimento, indipendentemente dalle capacità possedute, per effetto di percorsi accuratamente programmati che rispettano il loro tempo di apprendimento  e si basano sulla scelta di efficaci strategie da parte dei docenti.

L’apprendimento personale invece  indica strategie didattiche finalizzate a garantire ad ogni studente il raggiungimento di una propria forma di eccellenza cognitiva individuando obiettivi specifici per ognuno.

E’ ovvio che in entrambi i casi la didattica multimediale assume un ruolo fondamentale in quanto può amplificare e migliorare la produttività individuale se viene realizzata in un ambiente dove  gli studenti possono esprimere le proprie potenzialità mediante l’autoapprendimento, guidato correttamente dalla mediazione formativa dei docenti con l’aiuto di software adeguati e specifici.

Penso comunque che eventuali limiti o rischi derivanti dall’apprendimento personalizzato riguardino principalmente gli studenti delle scuole primaria e secondaria. Infatti  in un corso universitario l’uso di tecnologie digitali, in appoggio a un approccio personalizzato della conoscenza, se guidato opportunamente dal docente, comporti sicuramente dei vantaggi. D’altra parte l’iscrizione a una data facoltà avviene di solito a seguito di una scelta da parte dello studente, scelta derivante dalla propria predisposizione e interesse per tale facoltà.

L’area quattro mi ha anche permesso di trovare la soluzione  al problema sul quale già riflettevo da tempo, riguardante la mia disciplina, ovvero teoria dei circuiti. Infatti, iscrivendomi e navigando sulla piattaforma KhanAcademy,  ho scoperto al link:

https://www.khanacademy.org/science/electrical-engineering/

lo svolgimento di numerosi  corsi di Ingegneria Elettrica; in particolare quello di teoria dei circuiti, che, pur non coprendo interamente gli argomenti trattati al Politecnico di Torino, ha un’impostazione didattica eccellente. Il corso è organizzato in 5 lezioni, ciascuna contenente numerosi video didattici di spiegazione degli argomenti  con, in alcuni casi, i corrispondenti  video di esercitazione. Questi ultimi contengono un questionario a risposte multiple in cui, dopo aver dato la risposta, se corretta, vengono spiegati in modo accurato i motivi per cui le altre sono sbagliate. Possono capitare anche quesiti con più di una risposta corretta.   In realtà la piattaforma ha l’ambiziosa pretesa di voler soddisfare le esigenze di apprendimento di qualunque disciplina e devo riconoscere che il responsabile Khan e i suoi collaboratori hanno quasi raggiunto il loro scopo. In ogni caso l’apprendimento personalizzato è molto più curato nella presentazione delle discipline affrontate nelle scuole primaria e secondaria. Ad esempio nello studio della Matematica rivolto alla scuola elementare le pagine dedicate alle esercitazioni dedicano più attenzione al singolo studente proponendo, per ogni esercizio, nel caso l’allievo lo ritenga troppo difficile, la visione di altri video didattici in suo aiuto prima di procedere alla risoluzione del quesito.

Penso che la soluzione migliore per il corso di teoria dei circuiti sia disporre di una piattaforma di questo tipo che tratti i due argomenti dei quali ho già scritto nei miei precedenti post.

L’impostazione didattica deve comunque essere molto curata, cioè molto simile a quella che Khan applica allo svolgimento dei corsi per la scuola secondaria. Infatti la finalità della piattaforma dovrebbe essere quella di permettere agli studenti di apprendere autonomamente tali argomenti in modo che il Docente possa iniziare il corso già introducendo quelli successivi. La grossa difficoltà del corso di teoria dei circuiti deriva dal fatto che, allo stato attuale, i suoi contenuti racchiudono quelli che in passato si svolgevano in tre corsi distinti. Ovviamente gli argomenti non vengono più trattati in modo approfondito come in precedenza ma devono esser comunque  svolti e la difficoltà consiste nel loro numero elevato e nel fatto che per comprenderli correttamente è necessario conoscere perfettamente i precedenti.