Punti di forza delle wikis, anche in vista di un eventuale impiego didattico, sono anzitutto la facilità e la rapidità con cui gli utilizzatori, mediante un semplice linguaggio di marcatura (markup) e l’utilizzo di un navigatore web (web browser), possono scrivere e aggiornare collettivamente documenti. Ulteriore aspetto di notevole utilità, soprattutto per la ricerca scientifica, è poi la vastità del campo di applicazione.

Ritengo che l’utilizzo di un software collaborativo che consenta di creare, ma anche di modificare o di illustrare, pagine web possa rivelarsi una risorsa particolarmente efficace e accattivante nell’ambito delle scienze storiche e filologico-letterarie. In proposito, un esperimento interessante di carattere filologico o storiografico potrebbe consistere nel proporre agli studenti, suddivisi per gruppi di lavoro, di indagare un determinato ramo della tradizione di un testo o, più in generale, di una fonte al fine di verificarne l’attendibilità.

Una indagine di tal genere, caratterizzata dalla condivisione e dal confronto tra ipotesi interpretative differenti, potrebbe rivelarsi un lavoro di ricerca oltremodo stimolante, anche nella prospettiva di una maggiore integrazione fra nuove tecnologie e mondo classico.