Le metodologie di apprendimento collaborativo sono sicuramente molto interessanti. Da docente in un’università telematica, probabilmente la metodologia Word Webs è quella più semplice da implementare, poiché non richiede il lavoro di più studenti contemporaneamente. Nell’ambito dei miei insegnamenti, potrei sottoporre agli studenti una bozza di mappa e lasciare che la completino in gruppo inserendo e posizionando i concetti nel modo che ritengono più corretto. Le mappe prodotte dagli studenti sarebbero sicuramente, per loro, un ottimo strumento di ripasso degli argomenti.

Riguardo le metodologie Think-Pair-Share e TAPPS, sono forse complicate da gestire telematicamente in modo asincrono, ma possono rivelarsi molto valide quando più studenti si collegano contemporaneamente alle aule virtuali (lezioni in diretta streaming). In questo contesto è possibile utilizzare il Think-Pair-Share sottoponendo agli studenti un’esercitazione, alla quale devono proporre una soluzione di gruppo.

Ancora più intrigante sarebbe proporre una reale problematica che capita di incontrare nella progettazione o nei cantieri di costruzione, per vedere come gli studenti riescono a barcamenarsi e se, cooperando, possono arrivare ad una soluzione. Il TAPPS, personalmente, lo vedo più come strumento di ripasso (uno studente presenta un argomento e l’ascoltatore cerca di fare mente locale sui concetti ed interrogare il collega per ulteriori chiarimenti).