Ho letto con attenzione i tre approcci collaborativi proposti e già conoscevo il primo, avendolo utilizzato per l’insegnamento di Elettronica nella scuola secondaria. Si è sempre rivelato molto efficace in quanto stimola la collaborazione tra studenti e soprattutto può aiutare, dei due allievi della coppia, quello meno predisposto all’apprendimento della materia, grazie ai  suggerimenti e chiarimenti del compagno più preparato, evitando il timore del giudizio dell’insegnante. Una volta scelti due o tre temi di discussione  davo uno stesso tema a coppie di allievi diversi e alla fine del test l’allievo della coppia che ritenevo avesse più difficoltà spiegava l’argomento al resto della classe. Intervenivano poi i ragazzi degli altri gruppi con le loro osservazioni e infine il sottoscritto nel risolvere ulteriori ed eventuali dubbi.

Ho anche notato che la seconda versione di questo metodo di approccio (Think-Aloud Pair Problem Solving) è stato utilizzato nel corso  di Inglese che si tiene regolarmente presso il CLA del nostro Politecnico in preparazione al superamento dell’esame IELTS al quale ho partecipato in qualità di allievo.

Purtroppo però la sua applicazione può risultare utile solamente quando il numero di allievi è abbastanza limitato, direi non più di una ventina, per cui non è proponibile a un corso di Teoria dei circuiti a livello Universitario, che in taluni casi può avere fino a quasi 300 iscritti!

Pertanto ritengo più efficace per un corso universitario, soprattutto durante le esercitazioni nelle quali gli allievi vengono suddivisi in squadre di 30-40 unità, il metodo word webs che non ho ancora provato. Così intendo proporre, alla prima occasione, le parole chiave  “trasformata di Steinmez” e “Funzione di trasferimento”, che riassumono due argomenti fondamentali di un corso di Teoria dei Circuiti. Chiederò agli allievi di unirsi in gruppi e di  ricavare il maggior numero di concetti ad essi correlati, tra i quali, ad esempio, metodo fasoriale, risposta in regime sinusoidale in condizioni di stabilità, diagrammi di Bode, e così via, realizzando quindi una mappa di collegamenti tra tutti questi elementi, ad esempio con Bubbl.us.