Ovviamente anch’io, come tantissimi altri, utilizzo quasi quotidianamente Wikipedia per svariati motivi: reperire risposte rapide a piccoli dubbi o curiosità personali, svolgere ricerche su tematiche inerenti il lavoro (dalla questione più banale alla conversione del cubito sumerico di Nippur nella corrispondente unità di misura del SI), reperire immagini o materiale bibliografico per integrare lezioni o presentazioni.

Ho sempre apprezzato il fatto che Wilipedia, differentemente da quanto accade nella gran parte del cyber universo (prodigo di informazioni approssimative e spesso prive di riferimenti certi), supporti le tematiche trattate con documenti, links e riferimenti bibliografici, ma non avevo mai approfondito le modalità con cui questi contenuti sono generati, gestiti e, eventualmente, aggiornati/modificati.

Oggi ho completato The Wikipedia Adventure e devo ammettere che, nonostante il mio iniziale scetticismo (perdonatemi ma io sono ligure, per cui il “mugugno” è parte integrante del mio essere), sono rimasto affascinato dall’universo “wikis”…
Mi sono reso conto un po’ meglio della filosofia e dei meccanismi che si celano dietro le pagine di Wikipedia e, lo confesso, sono rimasto affascinato e coinvolto da quest’ approccio aperto, paritetico e collaborativo.

L’idea di poter utilizzare questi strumenti all’interno della mia attività didattica è veramente molto intrigante ma al momento non ho ancora in mente una strategia concreta (a parte l’utilizzo “classico” di Wikipedia e del variegato universo “wikis” come strumenti di ricerca e serbatoio di contenuti, documenti, immagini, video, ecc..).